Esseoesse

Xkè lo za-ZEN è l’azione che conduce alla VERITA?

Immagine anteprima YouTube Noi ogni mercoledi sera in via santa maria n°2 a Cuneo si fa Zen (x info o contatti info@esseoesse.net), si pratica insieme, stiamo seduti in postura, tutti insieme facciamo un azione forte coinvolgete stando seduti,in silenzio. Sempre in silenzio conosciamo la forza di gravità, il respiro, gli stati mentali,lo facciamo insieme e la cosa ci da piacere e forza.Il dojo è aperto a tutti quelli che vogliono provare o praticare con continuità.E’ un percorso :) Zenki Il funzionamento integrale Premessa…Questo breve testo di Doghen è stato messo per iscritto nel 1243 dal suo discepolo e suc- cessore Koun Ejo, EIHEI DOGEN ZENJI (1242) ZENKI Il funzionamento integrale…La grande Via di tutti quanti i Buddha, il suo estremo compimento, è trasparenza senza velo, è manifesto venire a essere. Questa svelata trasparenza è di volta in volta e la vita che rivela in trasparenza la vita, e la morte che rivela in trasparenza la morte. Dunque, è l’uscita da nascita-morte, è l’ingresso in nascita-morte. Entrambi sono la grande via del compimento estremo. E’ buttar via nascita-e-morte, è salvare1 nascita-e-morte. Entrambi sono la grande via del compimento estremo. Manifesto venire a essere, questo è la vita, vita, questo è il manife- sto venire a essere. Nel preciso momento del manifesto venire a essere, non c’è non esserci di tutto il manifesto venire a essere della vita, non c’è non esserci di tutto il manifesto venire a essere della morte.Questo meccanismo mette per bene a registro la vita, mette per bene a registro la morte. Nel momento preciso proprio così2 del manifesto venire a essere di questo meccanismo, non necessariamente è grande, non necessariamente è piccolo. Non è universalmente diffuso, non è limitato alle parti. Non è distante remoto, non è attaccato dappresso. La vita di adesso è in questo meccanismo, questo meccanismo è nella vita di adesso.

1 L’ideogramma do significa, tra l’altro, attraversare, passare oltre, salvare. Queste sfumature vanno tenute pre- sente. 2 Sho to inmo ji – il tempo che centra nle modo giusto l’essere così come è di ogni cosa. Espressione ricorrente in tutta l’opera di Dogen.

La vita non consiste nel venire, la vita non consiste nel passare. La vita non è nell’essere presente, la vita non è nell’essere che diviene. Però, la vita è tutto il funzionamento presente, la morte è tutto il funzionamento presente. Sappi che nelle incalcolabili entità che mi costitui- scono consiste la vita, consiste la morte.

Bisogna ponderare con calma se ora questa vita, e la moltitudine di entità che vivono in- sieme alla vita, sono tutt’uno con la vita o non sono tutt’uno con la vita? Considerando ogni singolo attimo, ogni singolo dharma, non c’è mai il non essere tutt’uno con la vita, conside- rando ogni singola cosa, ogni singolo spirito, non c’è mai il non essere tutt’uno con la vita.

Un esempio: la vita è come quando uno sale in barca. Sulla barca uso la vela, prendo la barra. Io spingo il remo, ma la barca porta me e al di fuori della barca io non sono. Salito io in barca, allora anche la barca si fa barca. Questo tempo esatto proprio così va investigato con ogni cura. Questo tempo esatto proprio così, altro non è che il mondo della barca. Il cielo, l’acqua, la riva, tutto si fa tempo della barca, e perciò non è uguale al tempo che non è della barca. Perciò, la vita io la faccio viva, il mio esser vivo fa me. Salito in barca, il corpo e lo spirito, l’ambiente e il soggetto, tutt’insieme è funzione della barca. La terra fino all’estremo confine, lo spazio fino all’estremo confine, sono insieme funzione della barca. La vita che è io, io che sono vita, è proprio così.

Engo Zenji Kokugon Osho3 esclama: “La vita è il manifestarsi dell’intero funzionamento, la morte è il manifestarsi dell’intero funzionamento”.

Questo modo di esprimere la realtà, va investigato per chiarirlo. Investigare il senso di “vita è il manifestarsi dell’intero funzionamento”: indipendentemente da inizio e fine, penetra la grande terra fino in fondo, il vasto cielo fino in fondo, non solo senza ostacolare ogni “vita che è il manifestarsi dell’intero funzionamento” ma senza neppure essere di ostacolo al fatto che “la morte è il manifestarsi dell’intero funzionamento”. Quando “la morte come manife- starsi dell’intero funzionamento” penetra fino in fondo tutta la terra e tutto il cielo, non solo non si limita a non ostacolare ogni “morte che è il manifestarsi dell’intero funzionamento”, ma neppure intralcia “la vita che è il manifestarsi dell’intero funzionamento”. Dunque, la vita non ostacola la morte, la morte non ostacola la vita. Tutta la terra fino in fondo, tutto il cielo fino in fondo, insieme sono nella vita, sono nella morte. Ma attenzione: ciò non significa che considerando tutta la terra fin in fondo come un’unica entità, e tutto il cielo fino in fondo come un’unica entità, tanto in vita opera l’intero funzionamento, quanto in morte opera l’inte- ro funzionamento. Benché non sia un’unità, non per questo è alterità, benché non sia alterità, non per questo è identità, benché non sia identità, non per questo è molteplicità. Perciò, tanto nella vita c’è la moltitudine delle cose che è il manifestarsi dell’intero funzionamento di tutte le cose, tanto nella morte c’è la moltitudine delle cose che è il manifestarsi dell’intero funzio- namento. Il manifestarsi dell’intero funzionamento è anche in ciò che non è vita, anche in ciò che non è morte. Nel manifestarsi dell’intero funzionamento c’è la vita, c’è la morte. Dunque, l’intero funzionamento di vita e morte può essere paragonato all’estendersi e piegarsi del braccio di un giovane. E’ anche come uno che di notte allunga indietro il braccio a cercare il cuscino4. In questo (intero funzionamento) essendoci in quantità straordinari poteri e luce ra- diante, (esso) viene in essere.

Nel momento dell’autentico venir in essere, dato che l’intero funzionamento funge nel ve-

3 Yuan wu Ko chin – 1063-1135. Monaco cinese della tradizione Lin chi (Rinzai) famoso per i suoi commenti alla raccolta di koan nota come Pi yen lu (in giapp. Hekigan roku – Raccolta della roccia blu) 4 La prima similitudine è tratta dal Kanmuryojukyo (sansc. Amitayurdhyanasutra) un sutra che tratta della medi- tazione sul Buddha Amida. La seconda è un’espressione del monaco cinese Tao Wu 769-835 (in giapp. Dogo Enchi): Dogen ne tratta nella sezione dello Shobogenzo intitolata Kannon.

nire in essere, pensiamo che non ci sia venir in essere prima di questo venir in essere. Però, prima di questo venir in essere, c’è il manifestarsi dell’intero funzionamento di prima. C’era il manifestarsi dell’intero funzionamento di prima, ma non ostacola il manifestarsi dell’intero funzionamento di ora. Solo per questo tali punti di vista vengono in essere come contradditto- ri.

Il 17° giorno del 12° mese del 3° anno Ninji (1242) con il patrocinio del governatore di Unshū (Hatano Yoshishige) presso il tempio Rokuharamitsu a Yōshū. Trascritto il 19° giorno del 1° mese del 4° anno Ninji da Ejō.

Premessa e trad. a cura di Jisō Giuseppe Forzani

~ Fine Articolo e Inizio Conversazione ~

Non ci sono commmenti per il momento...

~ Ora Tocca a Te! ~

Puoi usare <strong>, <em>, and <a href="">

[]

Cerca nel sito


[]