1 febbraio 2012 di la.redazione.esseoesse.net
in reportage, world news
Suggestioni Marocchine. Un viaggio che parte dal mare, da Rabat la capitale, con la sua assolata e fresca medina, poi si prosegue verso sud, sulle autostrade a tre corsie cosparse di poliziotti pronti a cogliervi in fallo per il superamento dei limiti di velocità. Limiti che è meglio tenere d’occhio anche percorrendo i tornanti che si arrampicano sulle montagne dell’atlante, il colli da superare per arrivare ad Aït-ben-Haddou cittadina senza tempo, scenografia di terra, porta per il deserto, qua c’è un cartello con su scritto 51 giorni a Timbuctu ma noi torniamo alla città rossa ai visi, ai gesti, alle persone, alle atmosfere del Marocco di marrakesh, con i suoi vicoli, il suo souck, e la sua favolosa piazza, tempo fa volevano farne un parcheggio fortunatamente è rimasta La piazza di Djem el Fnaa, un luogo unico che cambia aspetto e colore a seconda delle ore del giorno in cui la si guarda, la popolano artisti, scimmie, dentisti ,bancarelle del rimedi alla sfortuna,delle spremute, lettori della mano, incantatori di serpenti, giocatori, e alla sera tante ma tante bancarelle ristoranti piene di procacciatori d’affari che si accaparrano gli stranieri sgomitando, urlando,ed inseguendo chiunque debba ancora cenare. Ma se vi piace il pesce andate dove il pesce non lo espongono ma lo cucinano, provate il creety il n°14
Buona visione.Marco sasia
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30 gennaio 2012 di la.redazione.esseoesse.net
in supermerkatoglobale
Cari amici, Un nuovo trattato globale darebbe carta bianca alle multinazionali per controllare tutto quello che facciamo su internet. La scorsa settimana 3 milioni di noi hanno fermato le leggi censorie americane. Se agiremo ora potremo far sì che il Parlamento europeo affossi questo nuovo pericolo per tutti noi: Ma ora c’è una minaccia persino più grave, e il nostro movimento globale per la libertà di internet è l’arma migliore per annientarla.ACTA, un trattato mondiale, darebbe il potere alle multinazionali di censurare internet. Dopo che è stato negoziato in segreto da un manipolo di paesi ricchi e poteri forti, ora potrebbe mettere in piedi un organismo nell’ombra per combattere le contraffazioni e che permetterebbe a interessi organizzati di controllare tutto quello che facciamo su internet, imponendo sanzioni che prevedono addirittura il carcere contro chi metterebbe in pericolo i loro affari.L’Europa sta decidendo ora se ratificare o meno ACTA: se non lo farà questo attacco globale alla libertà di internet cadrà. In passato si sono già opposti a ACTA, ma ora alcuni parlamentari vacillano: diamo loro l’ultima spinta per rigettare il trattato. Firma la petizione: faremo una consegna spettacolare a Bruxelles non appena avremo raggiunto le 500.000 firme http://www.avaaz.org/it/eu_save_the_internet/?vl
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28 gennaio 2012 di la.redazione.esseoesse.net
in eco-bio
Si con mio grande stupore e piacere la risposta è si, esiste l’arte di coltivare lasciando fare alla terra. Se vi interessa saperne di più leggetevi questa definizione che compare sull’home page della libera scuola di agricoltura sinergica.Ma che cos’è questa agricoltura sinergica? E’ un metodo di coltivazione elaborato dall’agricoltrice spagnola Emilia Hazelip. Si basa sul principio, ampiamente dimostrato dai più aggiornati studi microbiologici, che, mentre la terra fa crescere le piante, le piante creano suolo fertile attraverso i propri “essudati radicali”, i residui organici che lasciano e la loro attività chimica, insieme a microrganismi, batteri, funghi e lombrichi.
i prodotti ottenuti con questa pratica hanno una diversa qualità, un diverso sapore, una diversa energia e una maggiore resistenza agli agenti che portano malattie; attraverso questo modo di coltivare viene restituito alla terra, in termini energetici, più di quanto si prende, promuovendo i meccanismi di autofertilità del suolo e facendo dell’agricoltura un’attività umana sostenibile. fonte http://www.agricolturasinergica.it/
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27 gennaio 2012 di la.redazione.esseoesse.net
in supermerkatoglobale, world news
Questa inchiesta di Report è dedicata ad una istituzione che tutti conoscono di nome ma che pochi sanno cosa sia: il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e il ruolo che sembrerebbe avere nel mantenimento della povertà nel terzo mondo.Perchè nel 2000 succede ancora questo? Le ragioni sono tante e il nostro Paolo Barnard cercherà di spiegarne almeno una, che parte dall’alto, proprio dal Fondo Monetario Internazionale.Sul banco degli imputati sono dunque i paesi ricchi che fanno parte dell’FMI: gli Stati Uniti, la Germania, la Francia, l’Inghilterra, il Giappone, l’Italia e altri. Sono accusati, siamo accusati, di ignorare le sofferenze che il ripagamento del debito sta causando a questa gente.Cosa e’ il Fondo Monetario Internazionale e cosa fa per migliorare le condizioni dei paesi in africa?E soprattutto cosa sta facendo ora con la Grecia, e presto anche con l’Italia e la Spagna per risolvere i problemi economici.Scoprirete, con sorpresa, che le misure sono sempre le stesse: Austerita’, Privatizzazioni etc. Vi sorprende?In servizio e’ di Report con Paolo Barnard e interventi di Noam Chomsky.La medicina amara per i popoli del Sud Il FMI è un istituto specializzato dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) creato insieme alla Banca mondiale durante la conferenza di Bretton Woods nel 1944 e diventato operativo nel 1946; i suoi obiettivi sono l’eliminazione delle restrizioni sul commercio estero, la promozione della cooperazione monetaria internazionale e favorire una crescita equilibrata del commercio mondiale con investimenti su scala globale.Con l’insorgere del problema del debito estero dei paesi in via di sviluppo, l’FMI interviene sempre di più nelle politiche economiche e di sviluppo dei Paesi. Ha imposto piani di austerità con conseguente taglio della spesa pubblica, licenziamenti e privatizzazioni come condizione per accedere ai propri fondi. Fallimentare la gestione della crisi finanziaria asiatico-russa del 1997 per la quale l’Italia ha versato al FMI oltre 7mila miliardi di lire. Il suo intervento piuttosto che prevenire le speculazioni finanziarie le ha legittimate, aumentando i costi sociali ed ambientali per le popolazioni di quei paesi. Presidente dell’FMI e’ Horst Koehler, tedesco
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26 gennaio 2012 di la.redazione.esseoesse.net
in resilienza
Debiti pubblici, crisi economica e decrescita felice… Sentinella, quanto resta della notte? Isaia 21,11 Analisi della situazione e premesse Il debito pubblico non è un problema di cui è stata sottovalutata la gravità. È il pilastro su cui si fonda la crescita nell’attuale fase storica. È indispensabile per continuare a far crescere la produzione di merci. È una scelta consapevolmente perseguita con una totale unità d’intenti dai governi di destra e di sinistra in tutti i paesi industrializzati.Il mito della crescita infinita a debito. Le speculazioni sui titoli pubblici degli Stati più indebitati avrebbero dovuto da tempo suscitare una domanda che tuttavia non è stata mai posta: come mai negli ultimi anni tutti i paesi industrializzati hanno accumulato debiti pubblici sempre più consistenti, fino a raggiungere nel 2010 valori che vanno da un minimo dell’80% del prodotto interno lordo nel Regno Unito al 225,8% in Giappone? Nell’Eurozona, nel corso del 2010 il rapporto debito/PIL è salito dal 79,3 all’85,1%. Eppure il Patto di stabilità firmato dai paesi dell’Unione Europea nel 1999 fissava al 60% la soglia massima di questo rapporto. E inoltre: perché gli Stati e le amministrazioni locali spendono sistematicamente cifre superiori ai loro introiti? Perché il sistema bancario induce le famiglie a spendere cifre superiori ai loro redditi? La risposta è intuitiva: perché la sovrapproduzione di merci ha raggiunto un livello tale che se non si acquistasse a debito, crescerebbe la quantità di merci invendute e si scatenerebbe una crisi in grado di distruggere il sistema economico e produttivo fondato sulla crescita infinita del PIL.Proprio nel tentativo di far ripartire la crescita ed aumentare il PIL, negli ultimi anni in Italia è stata finanziata la rottamazione delle automobili, sono state concesse agevolazioni fiscali per la costruzione di nuove case, sono stati dati incentivi all’installazione di impianti a fonti rinnovabili senza porre vincoli a favore degli autoproduttori né della tutela ambientale, è stata deliberata la costruzione di opere pubbliche tanto costose quanto inutili. Ma gli incrementi della spesa pubblica in deficit non hanno riavviato la crescita, come del resto in tutti gli altri paesi industrializzati, né hanno diminuito la percentuale dei disoccupati, che anzi è aumentata. Insomma, abbiamo speso denaro pubblico, abbiamo aumentato il debito e non abbiamo ottenuto nulla.
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