22 febbraio 2012 di la.redazione.esseoesse.net
in supermerkatoglobale
E’ tempo che la gente riprenda in mano quella che è l’amministrazione locale, che lo faccia attraverso gli strumenti della democrazia che ci consentono di votare per un altra politica, quella partecipata perché solo attraverso la politica partecipata si può evitare che si strangoli la finanza locale che altrimenti sarebbe costretta a vendere tutto per riuscire a fare cassa, questo in sintesi è uno dei concetti cardine espressi da Guido Viale di cui qua di seguito vi allego un articolo molto interessante…Misurarsi con il Governo Monti sul suo terreno non è saggio. Monti comanda ma non governa. Comanda perché i partiti che lo sostengono (sempre più infelici) glielo lasciano fare e gli elettori che essi pretendono di rappresentare non hanno forze né strumenti per fermarlo. Per tutti il movente è unico: la paura di un disastro che non si sa valutare. Ma a governare non è né Monti né l’Europa, ma – e non con un programma, ma con ricatti e fatti compiuti – la finanza internazionale; che decide per entrambi. Le misure adottate – “salvaitalia” e “crescitalia” – non avranno alcun effetto di stabilità, come non ce lo avrà il nuovo pacchetto ammazza-lavoro cucinato dalla prof. Fornero. Le cifre sparate sui futuri effetti di quei decreti (PIL +11%; salari +12; consumi +8; occupazione +8; investimenti + 18) ricordano più la tombola che le discipline accademiche di cui la compagine governativa mena vanto. Se oggi la speculazione sul debito italiano sembra placarsi, è perché Monti le ha dato un altro po’ di succo da spremere; esattamente come era successo in Grecia; fino a nuovo ordine. D’altronde Draghi ha spiegato che lo spread serve proprio a questo: rendere possibile quella spremitura che il lessico economico-politico chiama “riforme” e “modernizzazione”. Ma con un debito di 1900 miliardi e un patto di stabilità che pretende di dimezzarlo a nostre spese, gli agguati della finanza continueranno a restare alle porte. E finché la finanza internazionale potrà contare su risorse che valgono 10-15 volte di più del prodotto lordo del mondo non c’è governo che ne sia al sicuro; nemmeno erigendo una muraglia cinese contro i suoi assalti.
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19 febbraio 2012 di la.redazione.esseoesse.net
in supermerkatoglobale
Certo è che sentire parlare Monti di una crisi necessaria alla crescita in questo periodo dove è ormai evidente una crisi sistemica che con dati di realtà dichiara il fallimento del neo-liberismo e del capitalismo fa un certo effetto, ma per valutare un altra prospettiva vi propongo un articolo di Michel Husson, lui scrive…L’affondare nella crisi è oggi manifesto. Il termine crisi è un po’ inflazionato e occorre qui distinguere tre tipi di crisi che ricorrono nel capitalismo: crisi periodiche, crisi di regolazione e crisi sistemica. La crisi attuale è evidentemente diversa da una crisi periodica: è evidentemente una crisi di regolazione, in altri termini una crisi della forma neoliberista del capitalismo. Ma questa crisi è abbastanza profonda da contenere gli elementi di una crisi sistemica.Il tempo lungo del capitale Parlare di crisi di regolazione è per facilità, ma non implica alcuna adesione alla teoria della regolazione, e comunque non alle sue implicazioni «armonicistiche».1 Sarebbe meglio parlare di crisi dell’«ordine produttivo» neoliberista, per riprendere il termine da Dockès e Rosier.2 Il concetto di base è che il capitalismo ridefinisce periodicamente un modo di funzionamento specifico, che deve rispondere a un certo numero di contraddizioni che si trova di fronte in permanenza ma che «gestisce» in modo diverso. L’idea essenziale è che il capitalismo ha una storia: i suoi meccanismi profondi sono immutabili ma il suo modo di funzionamento differisce da un periodo all’altro e anche da un paese all’altro. La constatazione non è nuova e si deve a Kondratiev l’individuazione di periodi storici da lui designati con il temine improprio di «cicli lunghi», che suggerisce a torto un’automaticità simile a quella che sottende la dinamica dei cicli brevi. Trockij condivideva questa osservazione al di là delle critiche che rivolgeva a Kondratiev. In un articolo del 1923, egli scriveva: «Nella storia, i cicli omogenei si raggruppano in serie. Durante periodi interi di sviluppo capitalista, i cicli si caratterizzano per boom netti e delimitati e crisi brevi e di ampiezza limitata. Ne risulta un movimento bruscamente ascendente della curva di sviluppo capitalista. I periodi di stagnazione si caratterizzano per una curva che, pur conoscendo oscillazioni cicliche parziali, si mantiene allo stesso livello approssimativo per decenni».3
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11 febbraio 2012 di la.redazione.esseoesse.net
in controinformazione, supermerkatoglobale, world news
Vi segnalo un interessante articolo di Riccardo Staglianò che ci aiuta a renderci conto di cosa vuol dire usare il cellulare un oggetto che ormai fa parte della nostra quotidianità, l’apparecchio elettronico che usiamo senza limiti di tempo, ma tutto ciò cosa comporta?…Dieci anni di utilizzo sono la soglia di rischio: dopo questo periodo la possibilità di ammalarsi di tumore al cervello raddoppia negli adulti e quintuplica nei giovani. Sinora il nostro Governo ha manifestato un colpevole ottimismo, ma difendersi si può.Non esiste un apparecchio più diffuso del cellulare, ce ne sono 5,2 miliardi di esemplari nel pianeta, letteralmente uno a persona. Ma quella del cellulare è una delle storie più confuse degli ultimi 25 anni: un giorno si sostiene che faccia male, un giorno si dice il contrario e il giorno dopo che può provocare il tumore al cervello. La cosa sorprendente è la scienza produce tesi così diverse, talora opposte, partendo dai medesimi dati. Com’è possibile? Ricercando su questa materia, mi sono reso conto che anche le riviste scientifiche più autorevoli a volte commettono le stesse imprecisioni che commettono i tabloid: ad esempio, e questo è il caso più diffuso, declamano nel titolo che i cellulari non fanno male, salvo poi chiarire, all’interno dell’articolo, che questo è vero fino a 10 anni di utilizzo, individuati come soglia di rischio. Gli studi più attendibili, infatti, sostengono in maniera abbastanza concorde che i rischi diventano evidenti dopo 10 anni di uso intenso, fissato, in modo abbastanza discutibile, in 27 minuti al giorno. Un utilizzo che dunque oggi facciamo quasi tutti. Quando gli studi tranquillizzano e dicono non c’è rischio, intendono dire che non c’è rischio fino a 10 anni, ma per tutti quelli che lo usano da un tempo maggiore, quel rischio inizia a vedersi e in molti casi raddoppia rispetto a chi non ne ha fatto uso. I pericoli più gravi sono per i più giovani: quelli che hanno cominciato a usare il cellulare prima dei 20 anni, secondo alcuni studi avrebbero un rischio quintuplicato di sviluppare un tumore al cervello, rispetto alle persone che non l’hanno fatto.
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10 febbraio 2012 di la.redazione.esseoesse.net
in controinformazione, supermerkatoglobale
A Quanto pare c’è qualcuno che ci sta provando, a tal proposito vi segnalo un summit molto interessante che si svolgerà a Rimini dal 24 al 26 febbraio…Uno stato a moneta sovrana non deve preoccuparsi di debito pubblico ed inflazione. Anzi, con la spesa a debito puo incrementare la ricchiezza dei cittadini garantendo la piena occupazione ed il pieno stato sociale.Questa in spiccioli è la Modern Money Theory. il 24-26 febbraio ci saranno, a Rimini, 5 economisti di fama internazionale per esporla. L’evento è completamente autofinanziato.Interessante no? specie in periodi di crisi come questo, con di perdita di lavoro, di diritti dei lavoratori, di nuove tasse. Per tutte le info, iscrivetevi a Mmt Italia http://www.facebook.com/profile.php?id=100002720916392&ref=tn_tnmn Cinque colossi americani della MMT verranno a spiegarci il perchè della crisi economica, in maniera semplice e comprensibile per tutti, siete invitati a partecipare.I relatori sono entusiasti in quanto è la prima volta che si riesce a organizzare un Summit di questa portata.Per riuscire a combattere lo strapotere neoliberista occorre che gli attivisti acquisiscano gli strumenti giusti, per poter comprendere e combattere questo sistema criminale con proposte concrete. MMT è un approccio economico in grado di poter permettere una democrazia reale, e che quindi potrebbe mandare all’aria il sistema neoliberista, che finora si ritiene come unico possibile.
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9 febbraio 2012 di la.redazione.esseoesse.net
in controinformazione, supermerkatoglobale
IL PIU’ GRANDE CRIMINE. è quello che viene denunciato nella pagine di questo interessantissimo saggio realizzato dal giornalista Paolo Barnard.Qua di seguito vi allego giusto un introduzione, ma se vi interessa approfondire a piè pagina troverete il link per visualizzare il pdf originale…Buona lettura
Questo saggio vi parla del più grande crimine in Occidente dal secondo dopoguerra a oggi. Milioni di esseri umani e per generazioni furono fatti soffrire e ancora soffriranno per nulla. I dettagli e l’ampiezza della loro sofferenza sono impossibili da rendere in parole. Soffrirono e soffriranno per una decisione che fu presa a tavolino da pochi spregiudicati criminali, assistiti dai loro sicari intellettuali e politici. Essi sono all’opera ora, mentre leggete, e il piano di spoliazione delle nostre vite va intensificandosi giorno dopo giorno, anno dopo anno.La decisione di cui parlo si è materializzata in un progetto di proporzioni storiche come pochi prima, architettato con un dispiegamento di mezzi impressionante, quasi impossibile da concepire per una mente comune, e una finalità che toglie il respiro solo a considerarla: la distruzione degli Stati sovrani, delle leggi, delle classi lavoratrici, e di ogni virgulto rimasto di democrazia partecipativa in tutto l’Occidente, per profitto.
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