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Cambiare noi stessi e il mondo contemporaneamente?

Immagine anteprima YouTubeNoi pensiamo di essere i nostri pensieri, e pensando ciò che pensiamo diventiamo quel che siamo.E’ questa visione della realtà che mi ha fatto soffermare su questo video e che mi ha fatto venire voglia di saperne di più, così ho fatto una piccola ricerca in rete ed ho trovato un interessante intervista fatta da Craig Hamilton a Amit Goswami, molto ma molto interessante…eccola…Craig Hamilton: Nel suo libro The Self-Aware Universe lei parla della necessità di un mutamento di paradigma. Può dire qualcosa sul modo in cui concepisce tale mutamento? Da dove, e verso quale direzione? Amit Goswami: L’attuale concezione del mondo considera ogni cosa composta di materia. Tutto può essere ridotto alle particelle elementari della materia, ai suoi componenti essenziali o mattoni fondamentali. E la causa sorge dalle interazioni di questi mattoni fondamentali o particelle elementari; le particelle elementari compongono gli atomi, gli atomi le molecole, le molecole le cellule e le cellule il cervello. Ma dall’inizio alla fine, la causa fondamentale è sempre l’interazione tra le particelle elementari. La credenza è che tutte le cause procedono dalle particelle elementari. Questa è ciò che definiamo “causalità ascensionale”. In questa concezione, quello che gli esseri umani – tu e io – considerano il loro libero arbitrio, in realtà non esiste. È solo un epifenomeno o un fenomeno secondario, secondario al potere causale della materia. E qualsiasi potere causale che apparentemente siamo in grado di esercitare sulla materia è solo un’illusione. Questo è il paradigma corrente. Ebbene, il punto di vista opposto è che tutto comincia dalla consapevolezza. Cioè, la consapevolezza è il fondamento di ogni essere. In tale concezione, la consapevolezza impone la “causalità discendente”. In altre parole, il nostro libero arbitrio è reale. Quando agiamo nel mondo, stiamo davvero agendo con potere causale. Questa concezione non nega che anche la materia abbia potere causale – ovvero che esista un potere causale dalle particelle elementari diretto verso l’alto, cioè una causalità ascendente – ma aggiunge che esiste una causalità discendente. Essa si rivela nella nostra creatività, nelle scelte del nostro libero arbitrio o quando prendiamo decisioni morali. In tali occasioni, siamo di fatto testimoni della causalità discensionale operata dalla consapevolezza.

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40 pensatori per cambiare il mondo?

Immagine anteprima YouTubeOggi vi segnalo un progetto innovativo e necessario “Dalai Lama Renaissance”(fonte mtO). Un viaggio personale per cambiare il mondo 40 intellettuali della West Coast statunitense partono insieme diretti in India, verso la residenza di Tenzin Gyatso, quattordicesimo Dalai Lama, con l’ambizione di cambiare il mondo. Il documentario di Khashyar Darvich, da aprile in dvd per la prima volta in Italia, racconta di questo viaggio, o meglio di un incontro tra Oriente e Occidente, scienza e spiritualità, intelligenza e responsabilità, desiderio di conoscenza e concretezza, ipocrisia e buonsenso. Tutti pensano a cambiare il mondo, nessuno pensa a cambiare se stesso. (Lev Tolstoj)
 Molti ricordano il quattordicesimo Dalai Lama per le sue intuizioni messe in parole semplici e proprio per questo capaci di includere una profonda saggezza. Dalai Lama, due suoni brevi e vicini che significano ‘guida spirituale’ e stanno ad indicare il titolo onorifico più alto del buddhismo tibetano. In questa cultura il Dalai Lama è considerato il ‘Buddha della Compassione’ e molti credono che si reincarni in terra per aiutare ad alleviare le sofferenze del mondo.Continua…

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Possiamo liberarci dai condizionamenti?

Immagine anteprima YouTube Quello che vi propongo oggi a mio avviso è un contenuto che va alla radice della sofferenza umana…Vedere il proprio condizionamento (Jiddu Krishnamurti) Tratto da: Può cambiare l’umanità? (Ubaldini ed.)È possibile per noi esseri umani, esseri umani che vivono nel mondo ter­ribile che abbiamo creato, trasformarci radicalmente? Il problema è tutto qui. Alcuni filosofi e altri hanno affermato che il condizionamento umano non si può cambiare radicalmente; lo si può modificare, rifinire e migliorare, ma la qualità fondamentale del condizionamento non si può alterare. Sono in molti a pensarla così, gli esistenzialisti, ad esempio. Perché accettiamo questo condizionamento? State seguendo, spero, il ragionamento. Perché accettiamo il nostro condizionamento, che ha prodotto un mondo letteralmente folle, dissennato? Dove vogliamo la pace e vendiamo armamenti, dove vogliamo la pace e creiamo divisioni nazionalistiche, economiche, sociali, dove vogliamo la pace e tutte le religioni, le organizzazioni re­ligiose, ci fanno sentire separati come lo sono loro. C’è un’enorme con­traddizione tanto all’esterno che dentro di noi. Mi chiedo se ci rendiamo conto di tutto questo dentro di noi, non di quello che succede fuori. La maggior parte di noi sa cosa sta succedendo fuori, non occorre un’intelli­genza particolare, basta osservare. E la confusione esterna è in parte re­sponsabile del nostro condizionamento. Ci chiediamo: è possibile trasfor­mare radicalmente questa situazione dentro di noi? Perché solo allora avremo una buona società, dove non ci si ferisce a vicenda psicologicamente o fisicamente.Quando ci poniamo questa domanda, che risposta c’è nel profondo? Sia­mo condizionati, non solo in quanto inglesi, tedeschi o francesi, ma condizionati anche da varie forme di desiderio, credenza, piacere e conflitto, ivi compreso il conflitto psicologico. Tutto questo e altro contribuisce al condizionamento. Prenderemo in esame l’argomento. Ci stiamo chiedendo, stiamo riflettendo insieme, mi auguro, se questo condizionamento, questa prigione umana fatta di pena, di solitudine, di angoscia, di affermazione personale, di pressioni, di soddisfazione, e tutto il resto… questo è il nostro condizionamento, la nostra coscienza, e la coscienza è il suo contenuto… se tutta questa struttura possa essere trasformata. Altrimenti non ci sarà mai pace in questo mondo. Interverrà forse qualche piccola modifica, ma l’uo­mo continuerà a combattere, a scontrarsi, in perpetuo conflitto con se stes­so e con l’esterno. Dunque questa è la nostra domanda. Possiamo rifletterci insieme? Allora sorge la domanda: “Che fare?”….Continua

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Xke anche SE siamo dei buddha è importante praticare?

Immagine anteprima YouTubeEihei Dogen Shoji VITA E MORTE Se nella vita e morte c’è Buddha, vita e morte non c’è. E’ detto inoltre: Se nella vita e morte non c’è Buddha, non ci si inganna riguardo a vita e morte.Queste sono parole di due maestri Zen, Kassan e Jozan, che vanno al cuore del problema. Siccome sono parole di uomini che hanno ottenuto la via, non sono state stabilite e pronunciate invano.Chi aspira a separarsi da vita e morte, deve veramente chiarificare questo principio. Se cerchi Buddha altrove da vita e morte, è come dirigere il timone a nord per andare verso il paese del sud, è come girare lo sguardo verso sud per vedere l’Orsa Maggiore. Dando così corpo sempre più alla radice di vita e morte, ancor più si perde la via della libertà. Invece quando comprendi che proprio vita e morte è il Nirvana, allora non c’è più da odiarla in quanto vita e morte, non c’è più da desiderarlo in quanto Nirvana. Allora per la prima volta si attua la condizione di essere liberi da vita e morte.Credere che dalla vita si passi alla morte, questo è l’errore. Vita è un tempo completo, ha un prima, ha un dopo. Perciò nel dharma di Buddha, la nascita è detta non nascita. Anche morte (estinzione) è un tempo completo, a sua volta ha un prima, ha un dopo. Per questo, morte allora è detta non morte. Quando si dice vita, non c’è altro che vita; quando si dice morte, non c’è altro che morte. Perciò quando giunge la vita, questa è solo vita; quando giunge la morte, bisogna essere al servizio della morte. Non odiare, non desiderare.

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Quali sono i cinque Addestramenti alla Consapevolezza?

Immagine anteprima YouTubeI Cinque Addestramenti alla Consapevolezza rappresentano la visione buddhista di una spiritualità e di un’etica universali; sono espressione concreta degli insegnamenti del Buddha sulle Quattro Nobili Verità e il Nobile Ottuplice Sentiero, la via della retta comprensione e del vero amore che conduce alla guarigione, alla trasformazione e alla felicità nostra e del mondo. Praticare i Cinque Addestramenti alla Consapevolezza significa coltivare la visione profonda dell’interessere, la Retta Visione che è in grado di rimuovere ogni discriminazione, intolleranza, rabbia, paura e disperazione. Se viviamo seguendo i Cinque Addestramenti alla Consapevolezza siamo già sulla Via del Bodhisattva. Sapendo che siamo su quel cammino evitiamo di perderci nella confusione riguardo alla nostra vita di oggi o nelle paure riguardo al futuro. Il Primo Addestramento alla ConsapevolezzaConsapevole della sofferenza causata dalla distruzione della vita , mi impegno a coltivare la visione profonda dell’interessere e la compassione e a imparare modi di proteggere la vita di persone, animali, piante e minerali. Sono determinato(a) a non uccidere, a non lasciare che altri uccidano e a non dare il mio sostegno ad alcun atto di uccisione nel mondo, nei miei pensieri o nel mio modo di vivere. Riconoscendo che le azioni dannose nascono dalla rabbia, dalla paura, dall’avidità e dall’intolleranza, le quali a loro volta derivano da un modo di pensare dualistico e discriminante, coltiverò l’apertura, la non discriminazione e il non attaccamento alle opinioni per trasformare la violenza, il fanatismo e il dogmatismo in me stesso(a) e nel mondo.

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