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Gli alberi fanno vita?

Immagine anteprima YouTubeQuesta che segue è una citazione estratta dal libro di Jean Giono “L’uomo che piantava gli alberi” liberamente interpretato anche dall’attrice Lorenza Zambon…Buona visione e buona lettura…Una quarantina circa di anni fa, stavo facendo una lunga camminata, tra cime assolutamente sconosciute ai turisti, in quella antica regione delle Alpi che penetra in Provenza.Questa regione è delimitata a sud-est e a sud dal corso medio della Durance, tra Sisteron e Mirabeau; a nord dal corso superiore della Drome, dalla sorgente sino a Die; a ovest dalle pianure del Comtat Venaissin e i contrafforti del Monte Ventoux. Essa comprende tutta la parte settentrionale del dipartimento delle Basse Alpi, il sud della Drome e una piccola enclave della Valchiusa.Si trattava, quando intrapresi la mia lunga passeggiata in quel deserto, di lande nude e monotone, tra i milledue e i milletrecento metri di altitudine. L’unica vegetazione che vi cresceva era la lavanda selvatica.Attraversavo la regione per la sua massima larghezza e, dopo tre giorni di marcia, mi ritrovavo in mezzo a una desolazione senza pari. Mi accampai di fianco allo scheletro di un villaggio abbandonato. Non avevo più acqua dal giorno prima e avevo necessità di trovarne. Quell’agglomerato di case, benché in rovina, simile a un vecchio alveare, mi fece pensare che dovevano esserci stati, una volta, una fonte o un pozzo. C’era difatti una fonte, ma secca. Le cinque o sei case, senza tetto, corrose dal vento e dalla pioggia, e la piccola cappella col campanile crollato erano disposte come le case e le cappelle dei villaggi abitati, ma la vita era scomparsa…Continua

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Xkè Devis ha deciso di vivere la decrescita?

Immagine anteprima YouTubeVi segnalo qua di seguito un intervista fatta da Francesco Brollo a Devis Bonanni un ragazzo di 28 anni che da dieci anni, definendosi una pecora nera ha fatto la scelta di vivere secondo i crismi della decrescita e di andare controcorrente, ora ha scritto un libro “il cibo frugale” in cui racconta questo suo percorso, a seguire un intervista realizzata per il blog http://www.giovanifvg.it, eccolo…Devis Bonanni – Fondatore dell’eco villaggio Pecora nera di Raveo. Puoi raccontarci com’è nata l’idea del progetto Pecora Nera? Qual è la filosofia alla base del tuo progetto? Pecora Nera nasce dalla necessità di coltivare la terra nel senso più ampio del termine, non solo crescere raccolti per tendere a una seppur parziale autosufficienza alimentare, ma sviluppare uno stile di vita semplice e leggero, compatibile con il nostro corpo e ciò che lo circonda. Questo coltivare trova il suo senso anche fuori dal campo vero e proprio, nella valorizzazione del bosco come riserva di legna da riscaldamento e da opera, nella riduzione del volume di rifiuti prodotto, nel movimento lento e sostenibile della bicicletta e dei mezzi pubblici e in mille altre sfaccettature del vivere quotidiano. Continua…

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Ke cos’è una E’/co-housing?

 Immagine anteprima YouTube Crisi dell’economia ma anche delle relazioni sociali, che si fanno sempre piú deboli e inconsistenti, nuove espressioni di una società “liquida” – definizione del sociologo Zygmunt Bauman – in cui “le situazioni in cui agiscono gli uomini si modificano prima che i loro modi di agire riescano a consolidarsi in abitudini e procedure“.L’esperienza dei condomini solidali, in cui famiglie o singoli – pur continuando ad abitare in un proprio appartamento – scelgono di “vivere in comunità”, secondo regole informali di buon vicinato solidale.Le esperienze di rete e di vita comunitaria creano relazioni significative tra gli individui, per far crescere una società “solida”, fondata sui principi di sussidiarietà e solidarietà, su un senso comune di appartenenza.LA SOCIETA’ SOLIDA Dall’individuo solitario alle comunità solidali intervengono: Bruno VOLPI fondatore di Mondo di Comunità e Famiglia www.comunitaefamiglia.org - Stefano ZAMAGNI economista, presidente dell’Agenzia per il Terzo Settore - introduce Mattia Domenicali studente dell’Università di Bologna - a cura del Centro Studi “G.Donati” in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione, EMI, Ass.ne Medica NADIR, Associazione Comunità e Famiglia – Emilia Romagna con il contributo dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna

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BioLogico senza marca? iL Genuino Clandestino?

Immagine anteprima YouTubeParlando con amici contadini mi sento dire, la certificazione biologica è una bufala, basta che paghi e te la danno, non produciamo biologico per scelta per stile di vita, per Etica. Ed ora nella rete vedo che non sono i soli a pensarla così, perché sono tanti i contadini che hanno dato vita al Genuino Clandestino. Loro on line scrivono questo…Non vedevo l’ora di uscire dal circuito “industriale” del cibo!Decine di coltivatori, allevatori, pastori e artigiani si uniscono nell’attacco alle logiche economiche e alle regole cucite sulle tycoon dell’agroindustria, per difendere la libera lavorazione dei prodotti e l’immenso patrimonio di saperi e sapori della terra. Da questa rete nasce la campagna genuino clandestino, con uomini e donne da ogni parte d’Italia impegnati in nuove forme di resistenza contadina.Mentre le norme igienico-sanitarie bandiscono dal mercato migliaia di piccoli produttori, il consumatore continua a subire, spesso inconsapevolmente, modelli di produzione del tutto inadeguati a garantire genuinità ed affidabilità nella grande distribuzione. Attraverso il lavoro e le voci dei “clandestini”, si racconta l’evolversi di questa campagna semplice nel suo messaggio ma determinata nelle sue forme, insieme alle implicazioni in materia di alimentazione, sviluppo economico, sfruttamento del lavoro, salvaguardia dell’ambiente, accesso alla terra e all’acqua.

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Smettere di fare il manager x vivere in sobrietà?

Immagine anteprima YouTubeDi certo vedendo la video intervista fatta a Marco si potrebbe pensare che si tratti di un caso isolato, un manager che cambia radicalmente il suo stile di vita, che passa dagli hotel a 5 stelle alle stalle (non è una metafora) ma poi cercando in rete ci si rende conto che sono sempre di più i giovani manager che decidono di cambiare stile di vita. Addirittura si sono organizzati con una pagina di  facebook ,intitolataManager che cambiano Vita, andate a vedere se non mi credete, si presentano così…Il mondo è cambiato sotto i nostri occhi senza che ne accorgessimo. Per mancanza di tempo, disattenzione, scarsa informazione sono passate inosservati nella nostra vita di questi anni cambiamenti così profondi da provocare i terremoti che scuotono forte tutto il mondo attorno a noi. La crisi finanzaria globale continua a flagellare i paesi indistrializzati spingendo i paesi “ricchi” verso misure restrittive sempre più restritve che portano la nostra economia ai margini del percorribile. L’inghilterrra, la Francia la Grecia, la Spagna sono in fermento perchè le persone si indignano si infuriano e si ribellano insorgendo e manifestando. Se poi guardiamo oltre le sponde del mediterraneo alla rivoluzione del mondo arabo, ci rendiamo conto della portata planetaria di tutto questo e della portata a lungo termine del cambiamento immigrazione sud nord inclusa.In  questo scenario i manger, dirigenti e gli imprenditori possono trasformare la crisi in opportunità  e fare realmente  la differenza scegliendo nuove modalità di lavoro più innovative  e sociali e che non abbiano come solo obiettivo il business. Per alimentare e partecipare a tutte le nuove possibili opportunità.Manager che cambiano Vita favorisce lo scambio di informazioni,esperienze, contatti e quanto può essere utile per far crescere una community di persone che vogliono dare un nuovo significato alla parola lavoro.

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