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	<title>Esseoesse &#187; +liberi</title>
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		<title>La meditazione Vipassana: un&#8217;arte di vivere</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 15:26:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong>Tutti noi cerchiamo pace e armonia, perché questo è ciò che manca  alla  		nostra vita. Di tanto in tanto ci sentiamo agitati, irritati,  disarmonici.  		E quando proviamo questi malesseri, non ci limitiamo a soffrirne  personalmente,  		ma spesso li riversiamo sugli altri. L&#8217;infelicità pervade l&#8217;atmosfera  attorno  		a chi è sofferente e chiunque venga in contatto con questa persona ne  risente  		a sua volta. Certamente non è questo il giusto modo di vivere.Si dovrebbe vivere in pace con se stessi e con gli altri. Dopotutto  l&#8217;essere  		umano è un essere sociale; deve far parte della società e avere a che  fare  		con gli altri. Ma come si può vivere in pace? Come si può rimanere in  armonia  		dentro di sé e mantenere attorno a sé pace ed armonia in modo che  anche  		gli altri possano vivere in modo pacifico ed armonioso?Per poter uscire dalla nostra infelicità, dobbiamo conoscere la  ragione  		che ne sta alla base, la causa di questa sofferenza. Se esaminiamo il  problema,  		ben presto ci appare chiaro che quando iniziamo a generare nella mente  una  		qualche negatività o impurità, siamo destinati a divenire infelici.  Negatività  		e impurità nella mente non possono coesistere con pace e armonia. Come iniziamo a generare negatività? Ancora, investigando, la cosa  diviene  		chiara. Divento teso e infelice quando trovo qualcuno che si comporta  in  		un modo che non mi piace, o quando scopro che sta succedendo qualcosa  che  		non è di mio gradimento. Succedono cose indesiderate e comincio a  creare  		tensione dentro di me. Non accade ciò che desidero, sulla mia strada  sorgono  		degli ostacoli, e di nuovo genero tensione in me; creo dei nodi  interiori  		sempre più forti. E nel corso della vita continuano ad accadere cose  indesiderate,  		ciò che vogliamo potrà avverarsi oppure no, e questo processo di  reazione,  		del creare nodi &#8211; nodi gordiani &#8211; fa sì che l’intera nostra struttura  mentale  		e fisica divenga così tesa, così piena di negatività che la vita  diventa  		insopportabile. Ora, un modo per risolvere il problema è di organizzare le cose in  modo  		che nulla di indesiderato avvenga mai e che tutto vada esattamente  così  		come lo vogliamo. Dovremmo sviluppare il potere di far sì che le cose  indesiderate  		non accadano e invece accada solo ciò che desideriamo, oppure qualcun  altro  		che venga in nostro aiuto dovrebbe avere questo potere. Ma ciò non è  possibile.  		Non esiste nessuno al mondo i cui desideri vengano sempre esauditi, a  cui  		tutto accada secondo i propri voleri, senza mai nulla di indesiderato.  Continueranno  		a verificarsi fatti e situazioni contrari ai nostri desideri e ai  nostri  		voleri. Così sorge la domanda: come possiamo non creare tensioni e  rimanere  		in pace e in armonia? In India ed in altri paesi persone sagge e sante del passato hanno  studiato  		questo problema, il problema della sofferenza umana, e hanno trovato  una  		soluzione: non appena qualcosa di indesiderato accade e si inizia a  reagire  		generando collera, paura o qualsiasi negatività, allora, appena è  possibile,  		si deve spostare la propria attenzione su qualcos&#8217;altro. Per esempio  ci  		si alza, si prende un bicchiere d&#8217;acqua, si beve; la collera allora  non  		potrà moltiplicarsi e anzi comincerà a calare. Oppure ci si mette a  contare:  		uno, due, tre, quattro; oppure si comincia a ripetere una parola, o  una  		frase, magari il nome di una divinità o di una persona santa a cui si è   		devoti &#8211; e così la mente si svia e, fino ad un certo punto, ci si  libera  		dalla negatività, dalla rabbia. Questa soluzione è risultata valida, ha funzionato e funziona ancora.  Così  		facendo la mente si sente libera dall&#8217;agitazione. Tuttavia questa  soluzione  		agisce solo a livello conscio: in effetti, sviando l&#8217;attenzione, si  spinge  		la negatività nel profondo dell&#8217;inconscio e a quel livello le impurità  continuano  		a riprodursi e a moltiplicarsi. Alla superficie c&#8217;è uno strato di pace  ed  		armonia, ma nel profondo della mente giace un vulcano addormentato di  negatività  		rimossa che prima o poi esploderà con una violenta eruzione. Altri esploratori della verità interiore si sono spinti più lontano  nella  		loro ricerca: sperimentando all&#8217;interno di se stessi la realtà della  mente  		e della materia, compresero che sviare l&#8217;attenzione è solo un modo di  sfuggire  		al problema. La fuga non è una soluzione: occorre affrontare il  problema.  		Ogni volta che della negatività sorge nella mente, semplicemente  osservatela.  		Non appena un’impurità mentale viene osservata, essa inizia a perdere  forza  		e gradualmente si dissolve. Una buona soluzione: essa evita entrambi gli estremi: soppressione e  libera  		manifestazione. Finché seppelliamo la negatività nell&#8217;inconscio, essa  non  		viene sradicata; d’altra parte se permettiamo che si manifesti  nell&#8217;azione  		fisica o verbale, creiamo soltanto nuovi problemi. Invece, se la  osserviamo  		semplicemente, l’impurità se ne va, e ne siamo liberi. Sembra magnifico, ma è veramente realistico? Non è cosa semplice  fronteggiare  		le proprie negatività. Quando la collera sorge, essa ci travolge così  rapidamente  		che neppure ce ne accorgiamo, per cui, sopraffatti dalla rabbia,  commettiamo  		azioni fisiche o verbali che sono dannose per noi e per gli altri. E  più  		tardi, quando la collera è passata, ci lamentiamo e ci pentiamo,  chiedendo  		scusa a questa o quella persona, oppure a Dio: “Ho sbagliato, ti  prego,  		perdonami”. Ma la volta seguente, in una situazione simile, reagiamo  di  		nuovo allo stesso modo. Tutto questo pentirsi non ci aiuta per niente. 		La difficoltà è che non mi accorgo di quando ha inizio una negatività.  Incomincia  		in profondità, a livello inconscio, e quando raggiunge il livello  conscio  		ha acquistato una forza tale che mi travolge e non riesco a  osservarla. 		Supponiamo che io assuma una segretaria privata che mi avverta quando  la  		collera ha inizio: &#8220;Attento, sta iniziando la collera!&#8221; Ma dato che  non  		posso sapere quando la collera può incominciare, dovrei disporre di  tre  		segretarie private per tre diversi turni di lavoro, 24 ore su 24! Ma  diciamo  		che me lo possa permettere: ora la collera ha inizio, e immediatamente  la  		segretaria mi avvisa: “Attenzione, sta iniziando!”. Ebbene, la prima  cosa  		che farei sarebbe di prendermela proprio con lei: &#8220;Sciocca, pensi di  essere  		pagata per insegnare a me?&#8221; Sarei così sconvolto dalla collera che  nessun  		consiglio mi potrebbe aiutare. Ma mettiamo che invece prevalga il buon senso e che io non la insulti;  anzi,  		che le dica: &#8220;Tante grazie, ora devo sedermi ed osservare la mia  rabbia&#8221;.  		Ma è possibile? Non appena chiudo gli occhi e cerco di osservarla,  nella  		mia mente si presenta immediatamente l&#8217;oggetto della mia rabbia &#8211; la  persona  		o la situazione che le ha dato inizio. Ma allora non sto osservando la  rabbia  		stessa. Sto solo osservando lo stimolo esterno di quell’emozione.  Questo  		non farà che moltiplicare la collera, il che non è certo una  soluzione.  		È molto difficile osservare una negatività astratta, un&#8217;emozione  astratta,  		separata dall&#8217;oggetto esterno che l&#8217;ha provocata. Ma una persona che è giunta alla verità ultima trova l&#8217;autentica  soluzione.  		Scoprì che, quando nella mente sorge una negatività, simultaneamente a  livello  		fisico iniziano a succedere due cose. Una è che il respiro perde il  suo  		ritmo normale. Ogni volta che nella mente appare una negatività, si  inizia  		a respirare più forte. Ciò è facile da osservare. A un livello più  sottile,  		cominciano delle reazioni biochimiche all&#8217;interno del corpo, che danno  luogo  		a delle sensazioni. Ogni impurità genererà sensazioni di questo o quel  tipo  		in una qualche parte del corpo. Ecco allora una soluzione pratica. Una persona normale non riesce ad  osservare  		le negatività astratte della mente: paura astratta, collera o  passione.  		Ma con un allenamento e una pratica adeguati, diventa molto semplice  osservare  		il respiro e le sensazioni nel corpo, che sono entrambe collegate  direttamente  		con le negatività mentali. La respirazione e le sensazioni mi aiuteranno in due modi: in primo  luogo  		mi faranno da segretari privati. Non appena sorge una negatività nella  mia  		mente, il respiro perde la sua normalità e avverte: &#8220;Attenzione, c&#8217;è  qualcosa  		che non va!&#8221; E siccome non posso prendermela con il respiro, devo  accettare  		l&#8217;avvertimento. Così anche le sensazioni mi avvertiranno che c&#8217;è  qualcosa  		che non funziona. Allora, così avvertito, inizio ad osservare il  respiro,  		inizio ad osservare le sensazioni. E ben presto scopro che la  negatività  		se ne va. Questo fenomeno mentale-fisico è come una medaglia a due facce. Da una  parte  		ci sono tutti i pensieri e le emozioni che sorgono nella mente,  dall&#8217;altra  		il respiro e le sensazioni nel corpo. Ogni pensiero o emozione, ogni  impurità  		mentale che sorge, si manifesta nel respiro e nella sensazione di quel  momento.  		Così, osservando il respiro o le sensazioni, sto di fatto osservando  le  		negatività mentali. Anziché sfuggire al problema, affronto la realtà  così  		come è. Scoprirò che le impurità perdono la loro forza e non riescono  più  		a travolgermi come in passato. Se persevero, alla fine esse scompaiono  completamente  		e rimango in pace e felice. In questo modo la tecnica di auto-osservazione ci mostra la realtà nei  suoi  		due aspetti: esterno e interno. Fino ad ora abbiamo sempre guardato  all&#8217;esterno,  		lasciandoci sfuggire la verità interiore. Ho sempre cercato fuori di  me  		la causa della mia infelicità; ho sempre incolpato e cercato di  cambiare  		la realtà esterna. Ignorando la realtà interiore non ho mai compreso  che  		la causa della sofferenza giace dentro di me, nelle mie cieche  reazioni  		alle sensazioni piacevoli e spiacevoli. Ora, con la pratica, riesco a vedere l&#8217;altra faccia della medaglia.  Divento  		consapevole del mio respiro e di ciò che accade dentro di me. Che si  tratti  		di respiro o di sensazione, imparo ad osservare semplicemente, senza  perdere  		l’equilibrio mentale. Smetto di reagire, smetto di moltiplicare la mia  infelicità.  		Invece, lascio che le impurità si manifestino e poi se ne vadano via. 		Più si pratica questa tecnica e più rapidamente le negatività si  dissolveranno.  		Gradualmente la mente si libera dalle impurità, e diviene sempre più  pura.  		E una mente pura è sempre piena di amore, amore disinteressato per gli  altri,  		piena di compassione per le debolezze e le sofferenze degli altri,  gioiosa  		dei loro successi e della loro felicità, piena di equanimità in ogni  situazione. 		Quando si arriva a questo stadio, tutto l&#8217;andamento della propria vita  cambia.  		Diventa impossibile fare &#8211; verbalmente o fisicamente &#8211; qualcosa che  disturbi  		la pace e l&#8217;armonia degli altri. Al contrario, la mente equilibrata  non  		solo diventa piena di pace in se stessa, ma diffonde pace ed armonia  nell’atmosfera  		circostante, e ciò inizia ad influenzare anche gli altri, aiutandoli. 		Imparando a rimanere equilibrati di fronte a qualsiasi esperienza  interiore,  		si sviluppa il distacco anche da tutto ciò che si incontra nelle  situazioni  		esterne. Questo distacco non è però fuga o indifferenza riguardo ai  problemi  		del mondo. Chi pratica regolarmente Vipassana diventa più sensibile  alle  		sofferenze degli altri e fa del suo meglio per alleviarle &#8211; non con  l’agitazione,  		ma con una mente piena di amore, compassione ed equanimità. Impara il  sereno  		distacco: come essere pienamente impegnati, pienamente coinvolti  nell’aiutare  		gli altri, mantenendo allo stesso tempo una mente equilibrata. Così,  mentre  		si lavora per la pace e la gioia degli altri, si rimane felici e in  pace. 		Questo è ciò che ha insegnato il Buddha, un&#8217;arte di vivere. Egli non  fondò  		e non insegnò una religione o un “ismo”. Non istruì mai i suoi seguaci  a  		praticare dei riti o dei rituali, delle vuote e cieche formalità. Al  contrario,  		insegnò a osservare semplicemente la natura così come è, osservando la  propria  		realtà interiore. Per ignoranza si continua a reagire in modi che sono  nocivi  		per se stessi e per gli altri. Ma quando la saggezza si risveglia &#8211; la  saggezza  		di osservare la realtà così come è &#8211; allora l&#8217;abitudine a reagire  viene  		abbandonata. Quando smettiamo di reagire ciecamente, allora diveniamo  capaci  		di agire davvero &#8211; con azioni che nascono da una mente equilibrata,  una  		mente che vede e comprende la verità. Tali azioni non potranno essere  che  		positive, creative, utili per noi stessi e per gli altri. Ciò che è necessario, allora, è “conoscere se stessi”, un consiglio  che  		è stato ripetuto dai saggi di ogni tempo. Ci si deve conoscere non  solo  		a livello intellettuale, al livello delle idee e delle teorie, né solo  a  		livello emozionale o devozionale, accettando ciecamente ciò che  abbiamo  		ascoltato o letto. Questa conoscenza non è sufficiente. Si deve invece  conoscere  		la realtà a livello effettivo. Si deve sperimentare direttamente la  realtà  		di questo fenomeno mentale e fisico: solo questo ci aiuterà a  liberarci  		dalle nostre sofferenze. Questa esperienza diretta della nostra realtà interiore, questa  tecnica  		di auto-osservazione viene chiamata “meditazione Vipassana”. Nella  lingua  		dell&#8217;India ai tempi del Buddha, la parola passana significava  guardare,  		vedere ad occhi aperti, nella maniera abituale. Ma vipassana è  osservare  		le cose così come sono in realtà, non semplicemente come sembrano  essere.  		Si deve penetrare la verità apparente fino a raggiungere la verità  fondamentale  		dell&#8217;intera struttura mentale e fisica. Quando si sperimenta questa  verità,  		si impara a non reagire più ciecamente, a non creare più negatività; e  così,  		naturalmente, le impurità accumulate in precedenza saranno  gradualmente  		eliminate. Ci si libera dalle sofferenze e si sperimenta la vera  felicità.<br />
<a href="http://www.meditare.it/forum/archivio/la_tecnica_di_vipassana_goenka.htm">http://www.meditare.it/forum/archivio/la_tecnica_di_vipassana_goenka.htm</a></p>
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		<title>La pratica ZA-ZEN</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 10:36:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>zazen non è una tecnica per realizzare un desiderio, uno strumento come altri che possa farci ottenere o raggiungere qualche cosa: uno stato mentale, un risultato. Se così fosse saremmo lontani dalla concezione spirituale della gratuità. Zazen è realizzazione spirituale stessa, il fine o, più dinamicamente, la messa in atto del fine. Per questo Dōgen, nella IV sezione dello Eihei Kōroku, dice: “Lo zazen stesso è la forma del risveglio”. Infine, e qui appare il volto ottimista dello zen, nello Shōbōgenzō Zazengi Dōgen lo definisce “la porta del dharma alla gioia ed alla serenità”. <strong>In via Santa Maria n°2 a Cuneo</strong> L&#8217;associazione <strong>Esseoesse.net </strong>propone la pratica della meditazione in za-zen ogni mercoledi sera a partire dalle ore 20.00 alle ore 22.30.Monaci responsabili Anna Avagnina e Adriano Antoniacomi.E&#8217; consigliata la puntualità ed un abbigliamento comodo preferibilmente di colore scuro.Vi aspettiamo <img src='http://www.esseoesse.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://www.esseoesse.net/wp-content/uploads/2010/02/zen44.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-213" title="zen44" src="http://www.esseoesse.net/wp-content/uploads/2010/02/zen44-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a></p>
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